L'ordinario e il sublime. Due saggi sulla cultura contemporanea
Nel Novecento l’ironia è stata una delle risorse fondamentali per contrastare la retorica del potere e ogni forma di magniloquenza. Ma al giorno d’oggi il distacco ironico, ormai divenuto l’atteggiamento dominante, sembra smorzare programmaticamente ogni aspirazione verso qualcosa di più elevato, mentre l’ardore e il sublime hanno perso di considerazione in tutti gli ambiti dell’umano, perfino nella letteratura e nelle arti. In questi saggi Adam Zagajewski mostra come la vita sa contenere i termini più distanti senza nessuna contraddizione, e come l'arte possa esprimere al meglio la nostra natura di esseri «collocati “nel mezzo”, tra la nostra terra, il nostro ambiente circostante, concreto, materiale, che pensiamo di conoscere bene, e la trascendenza, il mistero». Zagajewski non ha paura di servirsi di termini desueti per ragionare su qualcosa di urgente: come riappropriarci di una realtà più ampia, che comprende anche l’ordinario e l’ironia, senza tuttavia promuoverli a unica certezza.
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Anno edizione:2012
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