Brossura editoriale con sovraccoperta incamiciata, 185 pagine. La velina protettiva ha trattenuto i segni del tempo, conservando il libro in ottime condizioni -- « Questo Taccuino napoletano, per gli anni a cui si riferisce, non vuol essere una cronaca compiuta e ben ordinata degli avvenimenti, più o meno drammatici, che si svolsero in quegli anni a Napoli. Né, è un diario di guerra. È un taccuino di notazioni personali di chi, per le ragioni stesse del suo ufficio di conservatore e di custode di una gran parte del patrimonio d'arte della Campania, s'è trovato a partecipare alla vita di Napoli M quel quadriennio e a dividerne i rischi e i pericoli. Avendo, durante tutto il periodo di guerra e del dopoguerra, soggiornato stabilmente fra Napoli, Pompei e Capri, con frequenti escursioni di servizio negli altri centri della Campania, e annotando quasi giornalmente fatti e cose del momento, parrai che la vita di Napoli ne venga di riflesso illuminata assai più che da una serie cronologica di bombardamenti e di disastri. E confido che il lettore benevolo non vorrei attribuire a personale ostentazione se, ad un certo momento, anche la mia persona viene a inserirsi nel dramma di quegli eventi. Confido inoltre che il giudizio da me dato su alcuni uomini e cose venga obiettivamente riportato all'atmosfera e alle azioni e reazioni di quei momenti. Non mi nascondo le lacune e le manchevolezze di queste per lo più brevi notazioni. Non sono pagine per uno storico : sono pagine scaturite da quella dolorosa vicenda che fu per Napoli la condotta e la fine della guerra. » (giustificazione dell'autore)
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<p>Brossura editoriale con sovraccoperta incamiciata, 185 pagine. La velina protettiva ha trattenuto i segni del tempo, conservando il libro in ottime condizioni -- &laquo; Questo Taccuino napoletano, per gli anni a cui si riferisce, non vuol essere una cronaca compiuta e ben ordinata degli avvenimenti, pi&ugrave; o meno drammatici, che si svolsero in quegli anni a Napoli. N&eacute;, &egrave; un diario di guerra. &Egrave; un taccuino di notazioni personali di chi, per le ragioni stesse del suo ufficio di conservatore e di custode di una gran parte del patrimonio d'arte della Campania, s'&egrave; trovato a partecipare alla vita di Napoli M quel quadriennio e a dividerne i rischi e i pericoli. Avendo, durante tutto il periodo di guerra e del dopoguerra, soggiornato stabilmente fra Napoli, Pompei e Capri, con frequenti escursioni di servizio negli altri centri della Campania, e annotando quasi giornalmente fatti e cose del momento, parrai che la vita di Napoli ne venga di riflesso illuminata assai pi&ugrave; che da una serie cronologica di bombardamenti e di disastri. E confido che il lettore benevolo non vorrei attribuire a personale ostentazione se, ad un certo momento, anche la mia persona viene a inserirsi nel dramma di quegli eventi. Confido inoltre che il giudizio da me dato su alcuni uomini e cose venga obiettivamente riportato all'atmosfera e alle azioni e reazioni di quei momenti. Non mi nascondo le lacune e le manchevolezze di queste per lo pi&ugrave; brevi notazioni. Non sono pagine per uno storico : sono pagine scaturite da quella dolorosa vicenda che fu per Napoli la condotta e la fine della guerra. &raquo; (giustificazione dell'autore)</p>.
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Anno edizione:1956
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