Un saggio che merita la lettura di chi non vuol restare dormiente di fronte alla conoscenza (anche) della verità. Ancora una volta Galimberti non si smentisce nella sua complessità (non complicatezza) di linguaggio e le sue articolate conoscenze eclettiche. Ho apprezzato la ciclicità con cui ha declinato il testo: attualità - storia - attualità. Altro aspetto interessante è il rapido excursus con cui cita personaggi di epoche e generazioni pregresse al fine di creare un quadro completo del concetto di verità. Ciononostante questo aspetto può essere un'arma a doppio taglio perché può sembrare ridondante, ma suppongo voluto per rendere chiaro il messaggio ad un pubblico quanto più vasto possibile. Non do 5 stelle perché mi sarebbe piaciuto qualche approfondimento di attualità, sociologico e politico in più.
Le disavventure della verità
Libro vincitore del Premio nazionale di letteratura Grazia Deledda 2025 - Sezione saggistica.
Che cos’è la verità, oggi? È ancora possibile distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, in un tempo in cui la realtà sembra dissolversi nella sua rappresentazione?
La verità non si insegna, ma la si scopre. In un tempo in cui tutto è rappresentazione, dire il vero è diventato un atto sovversivo.
Umberto Galimberti affronta qui uno dei temi più antichi e più urgenti della filosofia, tracciando una genealogia della verità che è anche una mappa per orientarsi nel nostro presente. Dalla alétheia greca allo ’emet ebraico, da Platone alla scienza moderna, dalla fede cristiana alla tecnica contemporanea, questo libro ripercorre i momenti in cui l’Occidente ha ridefinito il significato della verità, fino a trasformarla in ciò che oggi è: efficacia. Ma se la verità è solo ciò che funziona, che spazio resta per il pensiero critico? E chi detiene il potere di dire cosa è vero? Con la sua consueta chiarezza, Galimberti mette in discussione le nostre convinzioni più radicate e ci mostra come, nella società della persuasione e della performance, la verità non si cerca più: si produce. E così facendo, si perde. Un’indagine filosofica e civile che interroga la crisi della democrazia, la retorica del populismo, il dominio dell’informazione e dell’intelligenza artificiale. Perché rinunciare alla verità significa rinunciare all’umanità stessa.
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Anno edizione:2025
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Francesca S. 29 gennaio 2026Un' avventura a cavallo della filosofia e della psicologia!
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