Avevo acquistato questo libro molti anni fa e quest'anno mi ero ripromesso di leggerlo prima di guardare la serie tv su Netflix. Il libro non mi ha deluso ed è una lettura di grandissima attualità. La serie tv invece differisce molto dalla trama del libro.
Il Gattopardo
Nato nell’Italia del dopoguerra, Il Gattopardo guarda al 1860 per raccontare la metamorfosi di un Paese: l’elegia di una classe al tramonto e l’irrompere del nuovo, sotto il segno lucidissimo del trasformismo.
«Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.»
Un principe astronomo, Fabrizio Corbera di Salina, osserva cieli e uomini con la stessa impassibile precisione. Mentre in Sicilia sbarcano i Mille e la storia si rimette in moto, la vita scorre fra il palazzo di Palermo e la villa di Donnafugata: il rosario del mattino, la calura di giugno, le conversazioni che misurano la distanza tra ciò che muore e ciò che nasce. Al fianco di don Fabrizio, il nipote Tancredi, che intuisce la direzione del vento e ne approfitta. E poi Concetta, la figlia severa e silenziosa; don Calogero Sedara, il sindaco che si muove con il passo intraprendente della nuova borghesia; Angelica, bellezza che accende i salotti e inaugura un’alleanza nuova. Nel ritmo delle stagioni, la trama privata s’intreccia con quella pubblica: l’antico ordine arretra, la convenienza detta il galateo del potere, le parole cambiano perché nulla cambi davvero. Lo sguardo del Principe riconosce, nei gesti degli uomini, le stesse leggi che governano le costellazioni: trasformazione, finitezza, disincanto. E se un emissario del nuovo Regno viene a offrire un seggio, la risposta che riceve è il ritratto più netto di una terra: orgogliosa, stanca, sapiente della propria immobilità. Senza proclami, Tomasi di Lampedusa affida alla perfezione della frase il racconto di una fine e di un inizio: un romanzo in cui la politica diventa costume, il costume destino.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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matte15 22 luglio 2026Un grande classico
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Salvatore89 30 ottobre 2022Il gattopardo
Un romanzo appassionante che ha come sfondo il passaggio della Sicilia da regione appartenente al Regno delle Due Sicilie al sorgente Regno d'Italia,
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50. Romanzo storico eccellente, un classico come ce ne sono pochi. La fotografia di un periodo storico ricco di sfaccettature, di un popolo che deve cambiare ma non vuole farlo perché “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”, sintesi perfetta dell'immobilismo sociale e politico (di ieri e di oggi). Bellissima l'ambientazione, in una Sicilia dove domina un'aristocrazia ormai in decadenza mentre una nuova classe sociale si fa spazio sgomitando. Un libro assolutamente imprescindibile, da avere in libreria e rileggere di tanto in tanto.
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