Non so che viso avesse. Quasi un'autobiografia - Francesco Guccini - copertina
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Letteratura: Italia
Non so che viso avesse. Quasi un'autobiografia
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Descrizione


Una non-autobiografia autorizzata e aggiornata, per festeggiare con emozione il grande Francesco Guccini.

«Come si fa a raccontare di lampi improvvisi, di sensazioni fugaci, dell'affannosa e pure eccitante ricerca di parole, che siano quelle giuste, di rime che si incastrino nei versi, di donne che mi hanno amato e che io ho amato? Le canzoni si raccontano da sole, e basta.»

Che aspetto avrà avuto un mio probabile (o improbabile) antenato, quel Guccino da Montagu' che, secondo un documento del Cinquecento, è chiamato come testimone in un processo riguardante dei possedimenti fondiari? "Non so che viso avesse...", è il caso di dirlo»: come sempre, per raccontare di sé Francesco Guccini parte dalle radici. La famiglia di mugnai che per secoli fatica e lotta in una valle tra gli Appennini, il padre che per primo fa un mestiere diverso, e poi lui, il giovane Francesco, che presto impara a giocare con le parole – come cronista alla «Gazzetta dell'Emilia», come insegnante di lingua italiana, poi come autore di testi in versi e in prosa – e con la musica. E poi le osterie, le grandi amicizie, i viaggi tra la via Emilia e il West, la passione civile e quella amorosa, la chitarra, la scrittura, i compagni di strada ormai partiti «per più verdi pascoli»: in questo libro corre veloce il racconto di una vita che ha accompagnato le nostre con il timbro della sua voce inconfondibile. E se – come suggerisce Guccini stesso in apertura – scrivere una autobiografia è forse impossibile, queste pagine ci consegnano comunque il senso di una vita intera animata dalla fiducia nel "canto" (nelle sue molteplici accezioni) come strumento di conoscenza e di resistenza.

Dettagli

10 giugno 2020
324 p., Rilegato
9788809891562

Conosci l'autore

Foto di Francesco Guccini

Francesco Guccini

1940, Modena

Francesco Guccini (1940-2026) è stato uno dei più grandi cantautori italiani e una delle voci più autorevoli della cultura del secondo Novecento. Autore di canzoni entrate nell'immaginario collettivo come Dio è morto, La locomotiva, Cyrano e L'avvelenata, ha saputo unire profondità letteraria, impegno civile, ironia e una straordinaria capacità di raccontare il tempo, la memoria e la condizione umana. La sua scrittura, ricca di riferimenti storici, filosofici e letterari, ha influenzato generazioni di musicisti e lettori, facendo di lui un punto di riferimento imprescindibile della canzone d'autore italiana. Fino alla metà degli anni Ottanta ha insegnato lingua italiana al Dickinson College di Bologna, scuola off-campus dell'Università della Pennsylvania. Ha anche lavorato come docente presso...

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